MANUEL FACCHINI SS 2016 - HISTOIRE D’A(R)MOUR

Conscious uncoupling: un’anima divisa in due ma tutta d’un pezzo grazie a una scissione virtuale di ispirazioni, di colori e di materiali che diventa sintesi perfetta nella collezione Manuel Facchini Primavera Estate 2016. Una fusione totale tra il rock gotico e il rugbywear: forme scultoree di capi appartenenti a mondi opposti che vengono declinate secondo una palette essenziale di colori e lavorate con tecniche mutuate all'universo high-tech sportivo. Un sincretismo guidato e contaminato, con un unico fil rouge: le ali, simbolo gotico per eccellenza, che spiccano un volo geometrico per mezzo di jacquard piazzati e rigorosi; talvolta assumono un tono drammatico e si evolvono quasi a formare una cassa toracica o uno scheletro. Le linee sono geometriche, dominate dal pattern delle ali stesse come un taglio che si ripete a creare reti high-tech sportive, quasi da atleti, e inserti cut-out che sensualizzano i capi. L'ispirazione è il mondo del rugby e dalle divise degli atleti arrivano i tessuti aderenti al corpo come guanti, le reti perfette e termosaldate che vanno a ricreare una cassa toracica di ali high tech come una corazza ma femminile, le silhouette atletiche che dominano la collezione. Il dna rock del perfecto diventa sport addicted con la pelle che si accoppia alla rete tecnica e il pied-de- poule laserato insieme; i pantaloni couture si fermano al polpaccio e hanno dettagli sottratti allo sportswear.

Un'autentica “historie d'a(r)mour” per i miniabiti corazzati muniti di spalle dal respiro rugbistico con lavorazioni in rete 3D vagamente templari, ingabbiati in un glamour da copertina in cui i volumi over delle gonne si mixano con corpetti super strizzati che accompagnano il corpo, enfatizzandone la perfezione. Sincretica la palette di colori: al bianco e al nero si sovrappongono lampi di arancio, giallo fluo e framboise, tutti derivati dal mondo dello sport. Come dallo sport scaturiscono i materiali: lo scuba per i ricami che creano le ali; la rete cucita a mano e lavorata con impunture 3D; le grafiche cyborg in cui l’architettura svanisce nelle pieghe delle gonne e crea continuità esplodendo in tutte le direzioni. Il risultato sono abiti scultura, sensualissimi e potenti, indossati da donne spaziali e gotiche, guerriere cibernetiche la cui femminilità profuma di tecnologia e si esprime con forza nella grafica.