MANUEL FACCHINI “METAMORPHOSIS” - FW 16/17

A blocchi, a contrasto, nei dettagli: la forza dirompente dell’arte si unisce e si contamina in un’architettura – effimera – da indossare nell’autunno Inverno 2016/2017 di Manuel Facchini. Una collezione come uno scrigno che scompone e armonizza i contrasti unendo l’ars scultorea cinetica, 3D e flessuosa di Richard Sweeney alle architetture gotiche di Macheal Hansmayer, all’insegna di un arty-gianato spaziale. La contrapposizione dialoga nei tessuti in cui è continua la metamorfosi tra rigidità e morbidezza: i grafismi si scompongono con illusionismi sinuosi e apparentemente antitetici sugli Chevron e i check. Un intreccio di materia antica e forma innovativa in cui i fili per connettersi al mondo giocano senza frontiere: l’effetto rocl è creato da elementi inediti, come le vele di metallo che disegnano fondi manica o scolli. High-tech meets sport: l’andamento è dinamico nei campi che confondono linee in un’alternanza di tessuti dove l’effetto couture è dato da termoformature per effetti a rilievo di disegni 3D o bucati.

Vincono sempre le proporzioni: l’asimmetria di ispirazioni si riflette nei volumi – nei monospalla dalla manica lunga in cui i tessuti, scomparendo, creano un ricamo come uno scheletro; la contaminazione è totale tra i tessuti e pelle per un effetto taouage à la page – jacquard con fil coupè, trasparenza e rilievo insieme – in un secondo skin, da osare e dosare. I capospalla sono over, sono diritti a scala ovoidali – come i chiodi, anche lunghi; i cappotti con Chevron effetto cocoon sono asimmetrici – rigorosi davanti, morbidi dietro. Tanti i pantaloni: diritti, stretti o leggermente svasati in fondo, spesso in pelle o con inserti, mai classici ma evoluti, distorti rivisitati tra fluidità e rigidità. Dominano il nero e il bianco ottico accessi da incursioni vitaminiche di tocchi di purple e rosso scuro che aggiungono dinamismo alle texture.