MANUEL FACCHINI SS 2017 UNDERWATER COUTURE

Donne particolari. Femminilissime, ma con un'indole differente, in continuo divenire. Agli antipodi, come la terra e il mare sono le creature mutevoli di Manuel Facchini, misteriose e in continua trasformazione.

Un'identità che nasce da una duplice ispirazione: Da una parte la rigida sinuosità delle costole derivate dalle matite del Centennial Cromograph esposto all'università del Minnesota, che unisce alla sua struttura scheletrica in 3D un'inaspettata e vibrante femminilità. Dall'altra, l'apparente dolcezza del Betta Splendens, il pesce combattente, che cela, tra le sue voluttuose pinne multicolor e sfrangiate, un istinto aggressivo.

Uno scenografico esercizio di spazializzazione traslato in fondo al mare diventa l'underwater couture per donne anfibio: vestite di grafismi simili a costole, così preziose da toccare il virtuosismo; incorniciate in un universo di colori che sdrammatizza la loro indole gotica.

Creature sfuggenti di una dimensione di passaggio, non umane, non aliene, intrappolate in strati sottili di organza laserati e traslati l'uno sull'altro, leggerissimi e impalpabili che, da pinne, si fanno ali.
E ancora, strati stampati di organza see throught, che, come un trompe l'oeil, danno vita a creature magiche, vestite di architetture potenti e, rigorosamente, in 3D.

Questo trasformismo dinamico muta le code dei pesci in fiori: sciogliendosi e allungandosi, come in prospettiva; trasformandosi in anemoni di mare grazie a sangalli ricamati con le tonalità dell'acqua: dal verde al corallo, dal nero seppia al bianco riflesso; ricamati come tattoo, frutto di suggestioni eteree.
Silhouette marine avviluppate nei fiotti cobalti dell'oceano, sempre a cavallo tra due mondi, capaci di cambiare identità e diventare femminilità al limite del mitologico.